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6 Stratigrafia

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Vi trovate ora all'interno della collina dell'Acropoli. Dopo gli eventi sismici del 1997, il complesso di San Lorenzo fu interessato da interventi di consolidamento statico durante i quali furono ritrovati elementi archeologici di grande interesse. Il cantiere si trasformò quindi in un grande scavo archeologico, determinando lo svuotamento dell'ambiente in cui vi trovate ora: esso era infatti completamente ipogeo.

Ritrovate in questa area il lucernario che corrisponde alla vetrata che avete fissato inizialmente, nel chiostro superiore, come "stella polare" e punto di riferimento. Siete dunque tornati sotto il livello del punto di partenza.

Tra i ritrovamenti archeologici più rilevanti, spicca certamente la stratigrafia muraria di fronte a voi; essa rappresenta la prova tangibile di quella continua ricerca che le popolazioni locali hanno alimentato per secoli in questo colle sacro. La sezione muraria si compone di tre parti.

Il lacerto murario più basso corrisponde alla fondazione del tempio arcaico costruito sull'acropoli, risalente al VII secolo a.C. La datazione dello strato è stata possibile grazie al ritrovamento della fossa di fondazione, nella quale erano stati deposti ritualmente dei doni votivi in onore alla divinità. Tra questi doni sono stati ritrovati preziosi vasi in bucchero con incisa una parola in lingua etrusca: Uni.

Uni era una divinità femminile del mondo etrusco che i Romani ripresero e trasformarono in Iuno (Giunone). Probabilmente questo tempio era dedicato proprio a questa divinità. Cassio Dione, storico e politico romano, testimonia che dopo l'incendio del Bellum Perusinum, Augusto portò via da un tempio dell'acropoli perugina una bellissima scultura di Giunone. Si può quindi ipotizzare che il tempio da cui la statua fu trafugata fosse proprio questo.

Al di sopra del primo strato osservate un secondo lacerto murario, anch'esso corrispondente a una fondazione muraria di un successivo edificio cultuale e risalente al II secolo a.C. Quest'ultimo, a livello cronologico, va messo in relazione con la realizzazione dei grandi muri di terrazzamento della collina dell'acropoli. Al di sopra di questo strato che vediamo oggi dobbiamo immaginare un'imponente struttura che spiccava con tutta la sua monumentalità e bellezza, dominando l'acropoli.

I materiali rinvenuti nell'interro del terrazzamento dell'acropoli (e dunque nel settore in cui vi trovate in questo momento) risultano particolarmente importanti e aiutano a immaginare l'aspetto degli edifici sacri. Tra di essi spicca una bellissima matrice (datata al 490 a.C.) che mostra Eracle e la cerva dalle corna d'oro sacra ad Artemide (terza fatica di Eracle). La presenza di Eracle acquista un significato di rilievo se il tempio, come tutto lascia ipotizzare, era dedicato alla Uni etrusca, che divenne la Giunone romana. Tra le terrecotte più antiche (IV-III sec. a.C.) sono degne di nota tre antefisse a testa di satiro. Le prime due sono piuttosto frammentarie, mentre la terza presenta un eccezionale stato di conservazione della policromia.

Un altro gruppo di terrecotte architettoniche è costituito da un cospicuo numero di frammenti (circa 50), per la maggior parte rinvenuti in Via delle Cantine. Dunque il numero più cospicuo di terrecotte proviene dalla zona a nord ai piedi del poderoso muro di sostruzione eretto nel II sec. a.C. Appare ragionevole collegare queste terrecotte (datate tra il II e il I sec a.C.) a quelle messe in opera nell'ultima fase di vita degli edifici, caduti poi all'esterno del muro di sostruzione. Si può ipotizzare la presenza di monumenti di diversa imponenza in base alle dimensioni dei singoli elementi ritrovati. Tra questi reperti spiccano le terrecotte che raffigurano la Potnia theron e una sima decorata a pelte e colonne con gocciolatoio a protome leonina.

L'ultimo strato murario è la fondazione della Cattedrale di XI-XII secolo d.C., la stessa Cattedrale che giudicata buia e oscura, fu sostituita dal monumentale edificio che vediamo oggi. Lo spazio in cui vi trovate ospita quindi anche le fondazioni dell'attuale cattedrale e sono proprio questi grandi archi in laterizio sopra le vostre teste.

È davvero suggestivo pensare che in questo punto della città, nel VII sec a.C. come oggi, le persone si sono ritrovate alla ricerca di un dialogo con il divino. Questo luogo racconta una storia di fede e di culto che ha lasciato delle tracce, una sull'altra, rendendoci testimoni di questi cambiamenti millenari.