4 Il muro di terrazzamento
Finora avete osservato preesistenze che ci hanno raccontato la Perugia "romana". In questo punto retrocediamo ancora di un secolo: ci spostiamo nel II sec. a.C. A questo momento storico risale una sostanziale modifica nell'impianto urbanistico del settore centrale della città: viene realizzata un'imponente terrazza che viene a trovarsi sull'area attualmente occupata da Piazza IV Novembre e le cui dimensioni erano di circa 100m x 70m con una superficie di circa 7.000 mq.
La collina dell'acropoli appariva dunque come una "scatola di pietra" al centro della città, un grande terrazzamento sostenuto da poderosi muri come quello che potete osservare, ancora oggi, di fronte ai vostri occhi e che rappresenta il limite a Nord. L'intera parete è realizzata con blocchi di travertino perfettamente squadrati: ogni concio è stato levigato e lavorato a mano. Si deduce che il muro oltre ad avere una funzione statica (ovvero contenere parte della collina su cui si innalzava l'acropoli) aveva anche una funzione "dimostrativa" proprio perché, essendo un limite esterno, doveva comunicare la potenza e la monumentalità della città di Perugia.
Questa struttura, così come la cinta muraria della città, è costruita completamente a secco, potete osservare la completa assenza di malte tra i vari blocchi. Il muro, realizzato nel II sec. a.C., è stato costruito con specifiche tecniche ingegneristiche: ogni filare orizzontale di blocchi di travertino, salendo verso l'alto, arretra di circa 2cm rispetto al sottostante. In questo modo si erige un muro che non è perpendicolare al terreno, ma leggermente inclinato e quindi staticamente migliore.
Come abbiamo già visto per la strada romana, nel corso dei secoli il contesto è notevolmente mutato. In epoca medievale l'immagine del colle sacro cambia radicalmente: la funzione del muro non è più solo quella contenitiva, ma su di esso viene "appoggiata" la grande volta a mattoni che si trova sopra le vostre teste. Le antiche strutture, anche in questo caso, divengono le fondamenta delle nuove edificazioni soprastanti. La vista del cielo viene dunque interrotta e l'esigenza di costruire nuovi edifici trasforma parte della città in un ambiente interno. L'edificio che viene realizzato corrisponde a una porzione del palazzo delle Canoniche e in particolare al fronte Nord dei due chiostri; il grande ambiente in cui vi trovate diviene invece uno spazio seminterrato adibito a cantina per la conservazione di cibi e bevande. Da qui il nome della via alle vostre spalle: Via delle Cantine.
In molti dei conci che costituiscono il muro si rintracciano coppie di lettere dell'alfabeto etrusco: i "segni di cava". Questi erano incisi durante le fasi di preparazione del materiale nella cava di estrazione e servivano sia a indicare la cava di provenienza che a indirizzare il materiale nel "cantiere" cui essi erano destinati. Data la grande mole di materiale e lo sforzo necessario per il trasporto, era molto importante che i conci raggiungessero la destinazione esatta.