Approfondimento su Fulvia
Un singolare episodio inerente il Bellum Perusinum è legato alla presenza di una donna: Fulvia. Di Fulvia, moglie di Marco Antonio, la storia ha restituito un'immagine particolare; Plutarco scriveva infatti: "[...] né si accontentava di dominare un uomo qualunque, ma voleva governare un governante e comandare un comandante". Fu definita astuta, avida di potere e arrogante, tutte caratteristiche che contrastavano con l'immagine della donna romana "ideale". Alcuni studiosi reclamano che dietro le cause scatenanti la guerra di Perugia ci sia stato lo zampino di Fulvia. La donna infatti, per vendicarsi di alcuni atteggiamenti del marito, aveva fatto delle "avances" ad Ottaviano che, però, l'aveva rifiutata. A quel punto Fulvia, furiosa e offesa, alimentò l'inimicizia tra suo marito Marco Antonio e quello che avrebbe voluto fosse il suo amante, ovvero Ottaviano.
La damnatio memoriae e l'immagine negativa che la storia assegna a Fulvia è determinata sì dal suo distaccarsi dai "canoni standard" della donna romana, ma è anche direttamente collegata alla guerra di Perugia e in particolare al modo in cui essa si concluse.
Marco Antonio e Ottaviano firmarono un trattato di pace poi rafforzato da un matrimonio politico, quello di Marco Antonio con Ottavia Minore (sorella di Ottaviano). Marco Antonio dovette quindi ripudiare la sua prima moglie, Fulvia, e lo scoppio del Bellum Perusinum gli offrì l'occasione di cui aveva bisogno, addossando alla moglie le colpe per l'insorgere della guerra.
Il nome di Fulvia risulta chiaramente leggibile nelle ghiande missili, piccole ogive in piombo lanciate con le fionde durante gli scontri; su di esse venivano eseguite sia incisioni con incitamenti alla guerra che ingiurie e offese verso il nemico.